eGenova

Circoli delle Libertà Provincia Genova

Scritto il: lunedì, 13 ottobre 2008 - 11:22:12

Il Levante di Genova

Il Levante di Genova

 

Circoli della Libertà Genova verso il Popolo della Libertà

Discorso 10 novembre 2008.

 

 

"Turismo-Pubblico e privato"
di Gian Luca Fois

Nella vita economica e sociale della nostra regione ci sono state   delle materie che per lungo tempo sono state considerate di  scarsa importanza progettuale, nel gergo finanziario di  oggi si direbbero residuali. Con il passar del tempo si è scoperto ,invece, che ciò che fino a poco tempo fa era “un settore di serie B"  oggi  risulta essere decisivo per lo sviluppo economico del nostro territorio. Bene , a Genova ed in Liguria è accaduto proprio questo si è passati dal turismo “ destrutturato ” in certi casi anche un po’ improvvisato a quello “a tutti i costi”.

Ed è pensando anche a  queste considerazioni che mercoledì 17 Settembre mi sono avvicinato al convegno  sul turismo, ben organizzato da Beppe Costa Presidente di Confindustria Turismo,con grande curiosità ed interesse. .

Lungi da me l’idea di fare una sintesi dalla ricerca del Prof  Gian Marco Ugolini “Indagine sull’impatto economico dei turismi a Genova e Provincia” ,ma credo siano meritevoli di sottolineatura alcune considerazioni “ di non poca rilevanza” sullo stato della cultura (ed anche della cassa) nel turismo del nostro territorio.

Alcuni concetti  emersi sono apparsi culturalmente “significativi” e decisamente legati al destino delle nostre cose .  “ Il successo del turismo è il successo del territorio”. Ed ancora , “non bisogna confondere la dimensione dei progetti con le dimensione degli operatori”.  Destagionalizzazione  il prodotto turismo .Ed infine, Offrire qualcosa di autentico  ed unico.

Non ci vuole molta fantasia per  capire che  alcuni di questi spunti operativi sono  il minimo comune denominatore di buona parte della vita economica della nostra regione: il turismo oggi  intercetta spazi economici che nel passato si credevano chiusi e non percorribili da altre strade.

Cioè a dire , il turismo non è più un realtà marginale per la nostra economia ma è un “fenomeno trasversale” in grado di condizionare moltissimi comparti economici se non quasi la totalità delle nostre attività produttive ed infrastrutturali.

Ascoltando i relatori  ho avuto il forte dubbio che il “blocco culturale” che ci avvolge resti il responsabile primario dello stallo nel quale ci troviamo.

Si prenda il primo concetto  siamo certi che il territorio Ligure nella sua pienezza ed estensione  ha successo nel nuovo mondo del turismo globalizzato?

La risposta ci viene data  dall’ultimo concetto,  bisogna offrire qualcosa di unico ed autentico. Noi lo facciamo strutturalmente?

E se lo facciamo , l’attività turistica vive tutto l’anno in sintonia con  un progetto  che non confonde i programmi  con le dimensioni degli operatori?

Basta ragionare un attimo  con un minimo di onestà intellettuale per dire che a Genova ed in Liguria  queste situazioni economiche e sociali ad oggi accadono in misura limitata e relativa rispetto alla complessità e strutturalità delle situazioni economiche che hanno come denominatore principe l’industria del turismo.

Destagionalizzazione del "prodotto" turismo in soldoni significa offrire già un prodotto unico. Nel momento in cui sei  autentico  c’è sempre la domanda e non  è solo ripartita in alcuni periodi dell’anno. Infatti è vero anche il contrario che  se non sei unico è il mercato che ti fraziona in determinati  periodi di appeal e quindi resti “schiavo” della tua offerta limitata   nel tempo.

Detto questo ,in estrema sintesi un territorio non ha successo e  quindi il turismo non ha successo. Ha ragione quindi chi dice territorio di  successo uguale turismo di successo.

In altre parole la parte pubblica e quella privata sono “costrette” ad interagire una  a fianco dell’altra, come forse in nessun altro comparto produttivo,proprio in linea a quanto  espresso più volte nella relazione  di Beppe Costa . Ecco la specificità del turismo, pubblico e privato sempre uno a fianco dell’atro che piaccia o che non piaccia.

Dietro il successo del privato c’è sì l’idea ed il capitale di rischio, ma c’è anche l’infrastruttura o il progetto pubblico che permette di “fare impresa”. Al contrario i soggetti pubblici si dovrebbero attivare in  progetti coordinati  in grado di fornire le linee programmatiche per lo sviluppo del territorio. Al riguardo la Liguria è terra fortunata perchè con il Ministro Claudio Scajola può essere protagonista di una rinascita strutturale e culturale per il territorio dalle valenze impensabili fino a pochi anni fa.

Concludendo , l’operatore privato ed il soggetto pubblico  dovrebbero fare un fare "un salto culturale” nella direzione di una concreta  partecipazione al fine di creare insieme una “base operativa” sul quale costruire il successo e la forza del territorio.

Gian Luca Fois
Presidente comitato esecutivo Circoli della Libertà della Provincia di Genova

I circoli della libertà di Genova vogliono essere una risorsa vitale per tutto il popolo della libertà.
Stiamo politicamente vivendo una fase di cambiamento strutturale del sistema politico e della cultura del nostro paese, è ora di guardare avanti.
In giro si sente la necessità di una sana forza e profonda passione politica che ponga il Popolo della libertà come unico denominatore politico del centrodestra .
Bene , la formula Circolo rappresenta un interessante “contenitore” per una moderna e ben strutturata politica capillare sul territorio.
 
Una “rete” che ha come obiettivo primario la valorizzazione della persona come risorsa fondamentale per la politica del nostro paese.
 
E questo è un evento teso alla realizzazione di una politica coerente ed intensa su tutto il territorio della nostra amata provincia per porre tutti insieme le basi operative necessarie per essere sempre più vicini ai cittadini.
 
In questo senso importanti ed approfonditi sono saranno alcuni significativi interventi di Presidenti dei circoli della libertà della provincia di Genova : il popolo della libertà come unico denominatore politico.
 
I Circoli servono al  passa parola , organizzare nel quotidiano progetti ed eventi in grado di coinvolgere le persone per una politica costante . Non solo in occasione delle scadenze elettorali…
 
se mi si passa una metafora calcistica è finito il tempo di giocare a zona. Bisogna giocare ad uomo nel senso che bisogna occupare lo spazio politico dei moderati con la presenza fisica , con progetti e con contenuti politici significativi.
 
Bisogna far conoscere alla gente i nostri progetti e le nostre idee in merito al quotidiano cercando di essere concreti . Questa è la società del Problem solving.
 
Al riguardo ecco “ il contenitore” dei circoli dove ci sono persone che fanno politica e persone che fanno cultura che sentoni di dare un messaggio culturale alla società senza scendere loro in politica…
La formula circolo rappresenta un mezzo ed un fine per una politica capillare sul territorio.
 
Mezzo perché premette di essere tramite fra le isituzioni , gli eletti , nonché poiché permettono collegamenti con il mondo della cultura e dell’associazionismo com già accade ora.
 
Fine perché si fa politica dal banchetto al convegno………
 
 
In altre parole l’obiettivo diretto del circolo è il consenso!
Creare consenso politico nella società significa umiltà ed impegno , vuol dire investimenti e risorse da impegnare sul territorio per migliorare la qualità della vita e per dare risposte ai cittadini.
 
Per far tutto questo ci vuole passione , una variabile in grado di determinare la vittoria o la sconfitta nei confronti elettorali.
 
 
Bisogna sensibilizzare le persone attraverso una forza sana e profonda per la politica.
 
I circoli della libertà rappresentano uno strumento valido per soddisfare questa variabile della politica del territorio.
 
Presenza , capacità propositiva ed elasticità operativa sono le note fondamentali 
 
che vogliono fare  del PDL della provincia di Genova un esempio da seguire
 
per tutti.